Una piccola pianta che cresce può essere anche un piccolo segno dell’ecumenismo che condividiamo. Le piante hanno radici forse diverse ma trovano nutrimento nello stesso terreno e i rami si allungano verso la stessa luce. Mi piace pensare così anche di noi!

a cura della Parroca Elisabetta Tisi – Chiesa Cattolica Cristiana (*)
Giovedì mattina il 18 giugno ci siamo ritrovati al Focolare maschile di Lugano per una colazione ecumenica. Niente di straordinario, si dirà. Invece proprio il suo essere un incontro semplice è qualcosa di prezioso. Erano presenti rappresentanti cattolici, riformati, cattolici cristiani, anglicani e siro-ortodossi.
Ci si saluta, ci si racconta come stanno andando le cose, ci si aggiorna sulle novità delle rispettive comunità e della vita. Intanto si sperimenta la nuova macchina del caffè, che ora produce cappuccini molto buoni. Tra una tazza e l’altra non sono mancate le risate.
Spesso si parla di ecumenismo pensando a documenti, incontri ufficiali o celebrazioni comuni. Invece prima di tutto è fondamentale un ecumenismo di relazioni. Se vogliamo camminare insieme come Chiese, dobbiamo prima imparare a conoscerci come persone, superare le piccole barriere che ciascuno porta in sé, per poter un giorno superare anche quelle ecclesiali, scoprirsi fratelli e sorelle e sembra che questo succeda meglio concretamente con un caffè condiviso, in una conversazione a tavola, dove è più facile ascoltarsi.
Dopo la colazione abbiamo ascoltato insieme la Parola di Vita del mese: «Strada facendo, predicate dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,7-8).
La condivisione che ne è seguita è stata ricca e molto diversa nei suoi accenti. Qualcuno si è soffermato sulle parole iniziali, “strada facendo”: non aspettare di essere pronti, perfetti, sicuri di sé, ma mettersi in cammino così come si è. Altri hanno riflettuto sulla gratuità: sono emerse anche esperienze personali che raccontavano incontri e scambi ricevuti e donati.
A un certo punto della colazione Daniele, così lo chiamerei nel clima intimo della colazione, il pastore riformato Daniele ha proposto di fare una foto da mandare al vescovo di Lugano, per mostrare che l’ecumenismo non vive soltanto negli incontri formali. Vive ancor meglio attorno a un tavolo per la colazione: così le amicizie crescono e le differenze non fanno più paura.
Una colazione insieme, una piccola e preziosa tappa di un cammino comune che qui in Ticino si sta facendo strada.
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