Viaggiare è molto più che semplicemente allontanarsi dalla vita di tutti i giorni. In tutte le principali religioni, il movimento riveste un ruolo …

La vita: essere in movimento!

Aufbruch und Ankommen: In allen Weltreligionen spielt Reisen eine große Rolle. Foto: AdobeStock_1144700286
Aufbruch und Ankommen: In allen Weltreligionen spielt Reisen eine große Rolle. Foto: AdobeStock_1144700286

di Gabi Ballweg

Mai prima d’ora nella storia dell’umanità abbiamo viaggiato tanto quanto oggi. “Me ne vado allora” descrive, come quasi nessun altro modo di dire, il desiderio di allontanarsi dalla quotidianità e la voglia di scoprire cose nuove, di fare esperienze diverse. 

Il viaggio è anche una metafora della vita. È un tema ricorrente nella letteratura e tutte le principali religioni riconoscono l’importanza del viaggio e del movimento, del partire e dell’arrivare. 

Uno sguardo alle religioni del mondo

Il pellegrinaggio e lo spostamento sono profondamente radicati nell’ebraismo. Dalla partenza verso la Terra Promessa all’Esodo dall’Egitto e al peregrinare nel deserto, il popolo di Israele è stato in costante movimento. Ancora oggi, tre storiche feste di pellegrinaggio scandiscono il calendario annuale.  

L’Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, è uno dei cinque pilastri dell’Islam; i fedeli sono tenuti a compierlo almeno una volta nella vita. 

Nel buddismo, la vita stessa è un ciclo di rinascite. Il viaggio qui descritto è il cammino verso l’illuminazione (l’ottuplice sentiero) che conduce fuori da questo ciclo. 

L’induismo prevede pellegrinaggi verso luoghi sacri come il Gange o vari templi; questi purificano il karma e avvicinano i fedeli al divino. 

“Mi conduci all’aperto”

Nelle ultime settimane mi sono reso conto di quanto spesso la Bibbia parli di mettersi in cammino e intraprendere un viaggio. In questo contesto, non si riferisce solo a un percorso che conduce da un luogo all’altro e da un paese all’altro, ma comprende anche il cammino della vita di una persona e il cammino che Dio percorre con l’umanità. “Tu mi conduci in un luogo spazioso”, confessa il salmista (Salmo 18:20), chiedendo al contempo la retta via, quella che permette alla vita di fiorire e non conduce alla rovina. 

In molti racconti biblici di viaggi, il cammino interiore dell’umanità si riflette nei percorsi esteriori intrapresi. Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, il viaggio è un contesto classico per sperimentare la fede e Dio. Quando le persone si mettono in cammino, lasciandosi alle spalle o perdendo ciò che è familiare e incontrando l’ignoto, la domanda su cosa le sostenga e le dia veramente sostegno diventa ancora più pressante. In definitiva, l’intera Sacra Scrittura è un’esperienza di viaggio e una potente promessa: Dio è con noi. Ci accompagna nel cammino della nostra vita, ovunque esso ci conduca. 

Anche Gesù era costantemente in movimento.

Nel Nuovo Testamento, Gesù è costantemente in movimento. Proclama la maggior parte del suo messaggio mentre viaggia, incontrando le persone. E alla fine, le manda anche loro a seguire il loro cammino, verso la gente. Così, storie di viaggi, percorsi e incontri si snodano come un filo conduttore negli Atti degli Apostoli e nelle Epistole. Coloro che lo seguono sono in cammino. E Dio è con loro. Non solo sulla strada per Emmaus. 

La vita è un viaggio. La fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, ha utilizzato l’immagine di un “cammino sacro” per descrivere il cammino dell’uomo verso Dio. Ha impiegato anche molte altre immagini per descrivere le tappe e le esperienze lungo questo percorso: la costante necessità di riallineare la propria bussola interiore; l’importanza dei compagni di viaggio; e l’idea di viaggiare come una cordata, dove nessuno può procedere o arrivare senza l’altro. 

Spero che quest’estate possiate vivere qualcosa di simile a ciò che Hilde Domin ha espresso in una poesia: “Bisogna essere capaci di andarsene eppure essere come un albero: come se le radici rimanessero ancorate al terreno, come se il paesaggio si muovesse e noi restassimo saldi”. 

Questo è un estratto dal numero attuale della rivista NEUE STADT – Germania. 


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